Arte e Buoncostume

Questo problema è stato diversamente affrontato dai giuristi così come dai filosofi a seconda della finalità che essi hanno ritenuto giusto assegnare all’attività estetica.

Sia gli autori che come propone Aristotele attribuiscono all’arte una finalità essenzialmente pedagogica, come pure gli autori che col Vico le ascrivono una finalità metafisica sottomettono in modo più o meno diretto più o meno esplicito l’arte alla morale e, di conseguenza, condannano dal punto di vista estetico quelle opere che giudicano contrarie al buon costume e quindi alla morale collettiva.

Il riconoscimento, totale sulla carta ma parziale nella pratica, dell’autonomia dell’arte dalle regole moralizzatrici del diritto è una conquista piuttosto recente nella storia del diritto. Secondo Croce l’arte è assolutamente autonoma: non è soggetta né alla filosofia, né alla morale, né al diritto.

L’arte come arte è amorale, cioè al di qua del bene e del male. “L’arte per avere carattere d’arte, per essere vera arte, deve essere espressione. Espressione di che? Che volete che esprima l’artista se non le sue impressioni …. i sentimenti che prova”.

Per fare vera arte bisogna esprimere ciò che si ha in sé e chi lo esprime bene è artista.

Ma l’uomo è l’artista sono due realtà distinte. Per essere artista basta esprimere i propri sentimenti; mentre l’uomo deve essere anche morale, saggio, pratico.

Quindi, pur non essendo soggetto ai limiti del buon costume come l’artista, l’artista è soggetto ai limiti del buon costume come uomo, come individuo di una società: “se l’arte è al di là della morale, non è di qua né di là, ma sotto l’impero di lei e l’artista in quanto uomo, che ha però i doveri dell’uomo che vive in una società. Diviene quindi necessario dire: “l’arte è al di là della morale ma sotto l’impero di lei è l’artista in quanto uomo”.

L’uomo infatti, nonostante la molteplicità delle sue attività e delle sue facoltà, costituisce una essenziale unità.

Ora l’unità è possibile soltanto se le varie attività sono ordinate a precipui fini utili: la convivenza sociale ed ancor più l’inno al miglioramento dirigendosi verso l’estasi.

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