MINDFULNESS, MEDITAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

Spesso durante le giornate capita di imbattersi in pensieri negativi capaci di offuscarci rendendo “vincente” lo stress e la mente torbida portatrice di sofferenza.
Per attenuare questi meccanismi è necessario diventare consapevoli di se stessi e del presente in cui ci troviamo, cercando di non far prevalere critiche e giudizi verso sé e verso la realtà, bensì avendo controllo di tutti quei pensieri e quelle emozioni che possono divorarci.

La quotidianità ci porta ad agire secondo schemi dettati dall’abitudine con cui fronteggiamo la realtà, però, se ci fermassimo a riflettere, ci domanderemmo se le nostre scelte siano dettate dalla consapevolezza o dall’automatizzazione prodotta da schemi abituali. La mindfulness  consiglia di prestare attenzione, un’attenzione diversa dalla solita poiché consapevole, un “ prestare attenzione  con intenzione”, avere consapevolezza nel momento presente lasciando da parte critiche e giudizi.

Il raggiungimento della mindfulness avviene tramite la meditazione di consapevolezza buddista, da cui trae origine in Occidente alla fine degli anni ’70 da Jon Kabat-Zinn, biologo e professore alla University of Massachussets Medical School, che era solito praticarla per ridurre lo stress nei malati cronici.

Questa forma di meditazione si basa su sette principi, questi permetterebbero di avere un approccio alla vita basato sulla capacità di saper  accettare le cose così come sono cogliendone il senso puro nel suo essere.

Il non giudizio, la calma, la fiducia, il non cercare risultati, l’accettazione, il  “saper lasciare andare” e la “mente del principiante”, quest’ultima intesa come il prendere spunto dagli occhi dei bambini, dal loro modo spontaneo  di osservare il mondo  con curiosità.

La mindfulness può essere praticata sia focalizzandosi su un oggetto  e restando concentrati su di esso con tutta l’attenzione possibile  per almeno 20 minuti al giorno, cercando di scoprirne lati di cui non eravamo a conoscenza,  sia espandendo l’attenzione non in un preciso contesto ma ovunque noi ci troviamo, ad esempio gustando una pietanza e soffermandoci nei sapori o ancora ammirando un paesaggio e mettendo in moto tutti i sensi possibili, non solo quello visivo come comunemente è solito fare.

Capita erroneamente di credere che la mindfulness  sia una tecnica di rilassamento, ebbene no, per quanto sia connessa alla meditazione essa non lo è, infatti, cercando a tutti i costi di trovare benessere si può essere coinvolti  a effetti contrari da quelli auspicabili.  E’ bene mettere chiarezza sul fatto che la mindfulness non è assenza di pensieri o escamotage per scappare via, a proposito, i concetti  sopra citati  di accettazione e “saper lasciare andare” non vanno travisati intendendoli come indifferenza dinnanzi alla vita, ma, come tramite attraverso cui liberarci dai macigni interiori e trovare o ritrovare in modo graduale una sensazione di benessere psico-fisico.

Da molti è considerata una “filosofia di vita”, uno stato mentale, il cui scopo è comprendere meglio se stessi, agire con consapevolezza e perspicuità, promuovendo così il benessere e limitando l’ansia e lo stress.

La mindfulness ha  un ruolo fondamentale in tutte le discipline psicologiche che si occupano di  promuovere la condizione soggettiva  di benessere   mentale e fisico , è utilizzata in numerosi contesti, dall’ambito educativo, alla gravidanza sino all’ambito di salute mentale in cui la “Mindfulness Based Cognitive Therapy” rappresenta un ottimo metodo per prevenire la ricaduta nella sintomatologia depressiva .

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